sabato 13 marzo 2010

Il 28 e 29 marzo vota VITO MATERA - RIFONDAZIONE per ARIA FRESCA

RIFONDAZIONE COMUNISTA ALTAMURA appoggia ARIA FRESCA

Il 28 e 29 marzo 2010 vota VITO MATERA


Chi è Vito Matera, candidato al consiglio comunale di Altamura, nella lista Aria Fresca


Vito nasce a Laterza il 13/3/1961, da un famiglia di modestissime possibilità economiche. Studia e lavora, segue un percorso di studi che lo porteranno a laurearsi nell’ ’86 in filosofia, discutendo una tesi sull’abolizione/superamento del carcere.
Durante gli anni universitari si appassiona alla politica ed è presente nei principali movimenti in campo. Prima di tutto in quello per la pace - opzione “Disarmo unilaterale e per la fuoriuscita dalla Nato” - contro l’installazione dei missili intercontinentali SS20 a Sigonella, in Sicilia. Un movimento vastissimo che culminò con una manifestazione di 1 milione di persone a Roma. Quei missili non furono mai installati. [lotta vinta]

In secondo luogo è attivo nel movimento pugliese contro i progetti di megacentrali nucleari (Avetrana e Carovigno) e a carbone (Brindisi), a fianco del compianto Dino Frisullo ( ce ne fossero oggi come lui!). Un movimento che conobbe una partecipazione infuocata delle popolazioni interessate e che contribuì alla vittoria nel referendum del 1987. In Puglia non ci sono centrali nucleari [lotta vinta].
Nel movimento universitario è presente sui temi : contro l’autoritarismo nella didattica, il caro-tasse e per l’aumento dei servizi per i fuorisede.[lotta persa].
Non si sottrae alle responsabilità istituzionali: tra ’83 e ’85 è rappresentante degli studenti all’interno del Consiglio di facoltà. Nell’estate ’84, sotto la cappa della corruzione e del clientelismo democristiano, organizza un movimento, nato spontaneo ed improvviso, di disoccupati in quelli di Laterza, imponendo al sindaco l’assunzione di tre compagni più bisognosi [lotta vinta].
A partire dall’ ’85 si batte in quel grande movimento contro la tosatura della “Scala mobile” (voluta da Craxi) e poi del tutto eliminata nel ’92 dal Governo Amato. Quel movimento e quel referendum furono sconfitti. Da allora si aprì una stagione perdente per le condizioni di vita di lavoratori, millemestieri, disoccupati e pensionati che non si è ancora arrestato. Nel novembre dell’ ’87 emigra a Milano, dove inizia la carriera di insegnante. Si impegna nell’attività sindacale della giovanissima formazione dei COBAS. Sotto l’egemonia di questo sindacato, un combattivo movimento di insegnanti, fatto di scioperi e di blocco di scrutini, consegue il risultato di un aumento stipendiale di 350.000 lire/mese. ( e pensare che nell’ultimo contratto l’aumento è stato di 8 €/mese!). Sempre a Milano si avvicina e diviene parte del centro di aggregazione Leoncavallo, all’interno del quale si spende per le politiche antiproibizioniste in tema di droghe. Ma l’eroina miete vittime tra coetanei ed amici, giovani e giovanissimi, di tutti i ceti sociali. Quindi nell’estate dell’ ’89 organizza a Laterza la “Festa contro l’eroina”, con dibatti antiproibizionisti e concerti. Di quell’evento i laertini ricordano ancora il brillante intervento del magistrato Nicola Magrone. [lotta persa: le droghe dilagano, le mafie ingrassano, le carceri si gonfiano di piccoli spacciatori].
Nel ‘90 partecipa alla ricostruzione materiale del Leoncavallo, abbattuto dalle ruspe democristiane e socialiste dei tangentisti della “Milano da bere”. Nel ‘92 rientra in Puglia e sposa Chierico Irene. Negli anni successivi nascono Daniele e Renzo. Nel ’93 è alla testa dell’occupazione, nel proprio paese, di un asilo dismesso da adibire a centro di aggregazione per i giovani. Quella realtà è ancora operante ed è stata “legalizzata” dal Comune.[lotta vinta].
Nel ’95 consegue la specializzazione per il sostegno agli alunni in situazione di handicap, discutendo una tesi per la deistituzionalizzazione di un bambino disabile e anche povero. Della serie “Vito non si fa mancare proprio niente”, nel ’96 è impegnato direttamente contro la pena di morte. Scoppia in Italia il “caso Pietro Venezia”. Pietro è un giovane laertino emigrato negli USA, dove tenta la scalata sociale, riuscendo a diventare proprietario di un frequentatissimo ristorante. Finché un giorno, per motivi legati alla sua attività, ammazza un agente del fisco. Scappa in Italia, dove viene arrestato. Gli USA ne chiedono l’estradizione. Il destino di Pietro è segnato: sedia elettrica. In pochi, e Vito è tra questi, mettono su un movimento, che successivamente ingloba l’Amministrazione comunale, fatto di dibattiti, cortei, mostre, assedio di Palazzo Chigi con lo slogan “Prendetevi Dini (Lamberto), lasciateci Pietro”. Quella lotta fu vinta, Pietro vive! Dopo 8 anni di precariato, Vito diventa insegnante di ruolo. Contestualmente, dopo la fase metropolitana, avverte il “richiamo della campagna”, e si cimenta nella produzione di prodotti biologici per l’autoconsumo. Dal 2000 ad oggi è RSU-COBAS nella scuola “Padre Pio”, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e componente del Consiglio d’Istituto. Da allora si batte contro il processo di aziendalizzazione della scuola pubblica, di cui il licenziamento per legge di 80.000 precari di quest’anno e di 20.000 del prossimo è l’epilogo. Attualmente è impegnato prevalentemente contro l’ “operazione fannulloni” di Brunetta. Essa rappresenta un attacco ideologico, uno sfondamento culturale, dopo la stagione del massacro economico a sfavore di 3.500.000 lavoratori pubblici.

Dall’inizio della sua carriera di insegnante vanta 45 giorni di sciopero e 29 di malattia: mai fannullone, sempre oppositore! 30 anni di passione, 30 anni di lotta sempre dalla stessa parte.
Quella di classe!

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