
Il tema dell’acqua come bene comune non mercificabile, fonte di vita e vita essa stessa, è entrato nel senso comune; lo dimostra la centralità che ha avuto nell’adesione alla campagna per le primarie pugliesi.
E’ il frutto del lavoro incessante e puntuale del movimento per l’ acqua e di tutti coloro che su questo argomento si impegnano nella società e nelle sedi istituzionali.
La Regione Puglia ha recepito questa istanza di grande valore civile, impugnando l’ art. 15 del decreto Ronchi, col quale il Governo pretende di imporre la privatizzazione dei servizi idrici, e impegnandosi a ripubblicizzare il servizio idrico pugliese. Non era scontato, date le alterne vicende che in questi anni hanno attraversato il dibattito sull’ acqua in Consiglio e nel Governo regionale, e dunque ne rendiamo merito.
Il gruppo di lavoro insediato presso la Presidenza della Regione, al quale hanno partecipato insigni giuristi ed esponenti del Forum Nazionale e del Comitato Pugliese per l’ Acqua Bene Comune, ha concluso il suo mandato consegnando il testo di legge per la trasformazione dell’ Aquedotto Pugliese da s.p.a. in ente pubblico, cui affidare la gestione delle reti e del servizio idrico integrato.
Rifondazione Comunista- Federazione della Sinistra fa appello al Presidente Vendola affinchè la proposta venga portata in Consiglio entro la fine della legislatura: ciò è ancora possibile, pur nella ristrettezza dei tempi. Sarebbe un risultato importante per proteggere il più grande acquedotto europeo dalla voracità degli interessi economici, oltre che un segno di coerenza.
Il PRC non farà mancare il suo costruttivo apporto ed è impegnato fin d’ ora nella promozione dei referendum abrogativo delle leggi contro l’ acqua pubblica.
Nicola Cesaria, Tonia Guerra
segreteria regionale PRC Puglia
Sabino De Razza
segretario provinciale PRC Bari
Bari 03.02.2010

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