domenica 10 gennaio 2010

A Milano intitoliamo un parco a Socrate


Lettera da Liberazione del 09/01/2010
Una proposta per Letizia Moratti
Cara "Liberazione",
ho scritto una lettera al sindaco di Milano, Letizia Moratti, spiegandole che sarebbe meglio intitolare un parco al grande filosofo Socrate, piuttosto che a Bettino Craxi. La signora ha voluto paragonare Craxi a Giordano Bruno, il filosofo immolato sul rogo della controriforma dall'Inquisizione. No, semmai il paragone è tra Socrate e Craxi. Chi dei due è un "modello" per le giovani generazioni? Ho spiegato alla Letizia che si potrebbero far leggere, a una platea di giovani, gli atti processuali di Craxi, condannato con sentenze definitive e poi latitante, per non volere rispondere davanti alle Leggi; e l'"Apologia" di Socrate, il "Critone" e il "Fedone" di Platone, in cui si sviluppano il processo di Socrate, la sua condanna a morte e le ultime ore passate con i suoi discepoli. Io penso, ma posso sbagliarmi, che i giovani alla fine sceglierebbero come modello Socrate. Davanti al tribunale di un governo "democratico", accusato di reati di opinione, si batte come un leone; critica aspramente accusatori e giudici, evidenziando che stanno prendendo un grosso abbaglio; afferma che Atene dovrebbe mantenerlo nel Pritaneo, come cittadino modello e non condannarlo; afferma che il suo insegnamento è fondato sul presupposto di diffondere lo spirito critico. Alla fine viene condannato e accetta il verdetto. In carcere arriva Critone, suo allievo che gli dice che è tutto pronto per la fuga, per la latitanza. Il piano è perfetto. Socrate può lasciare Atene, in quanto la condanna è "ingiusta", per cui ha tutte le ragioni del mondo. E qui si dipana il dialogo in cui Socrate spiega che lui non potrebbe mai sottrarsi alle Leggi della propria Polis, in quanto, in quel contesto, è sempre vissuto, accettandole, seppure, in qualche caso, sbagliate. Socrate rifiuta la latitanza, la fuga e accetta la morte con coraggio, ricordando ai suoi discepoli che non si può predicare bene e razzolare male; che la giustizia va sempre accettata, criticandola e impegnandosi a cambiare le leggi, ma accettandole. Perciò il parco (dove immaginiamo Socrate a dialogare con la gente, con i giovani) andrebbe, cara Letizia, intitolato a Socrate, fondamento ed esempio della civiltà presente e futura.
Francesco Lusciano Chioggia (Ve)

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